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Cosa dice la normativa sulle canne fumarie
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Cosa dice la normativa sulle canne fumarie?


Che l’impianto sia indipendente oppure condominiale, la normativa sulle canne fumarie va rispettata sin dalla fase di installazione. L’impianto di scarico dei fumi, tradizionalmente in mattoni ma oggi anche in acciaio inox, è infatti soggetto a normative specifiche.

Le norme sull’impianto della canna fumaria ne regolano sia l’installazione che la conformazione a seconda dell’ambito in cui si posiziona. Prima di installare la canna fumaria è dunque necessario conoscere la normativa per evitare il rischio di sanzioni o, in caso di condominio, controversie con gli altri residenti.

Ogni impianto di riscaldamento, ovunque sia collocato nella casa, deve disporre di un impianto di scarico dei fumi da combustione. Il tiraggio deve essere adeguato al camino o alla stufa a cui la canna fumaria si associa. Perciò è importante che la progettazione e l’installazione siano affidate a professionisti.

La corretta progettazione però non basta, bisogna attenersi anche alla normativa in vigore e ciò a prescindere che si abiti in una casa indipendente o in un condominio. Per cominciare, la normativa distringue tre parti della canna fumaria: il camino, il canale da fumo e il comignolo. La canna fumaria condominiale può essere di uso comune oppure servire una sola casa ma in questo caso il singolo proprietario si addosserà le spese di installazione e manutenzione.

Il diametro della canna fumaria deve essere correlato alla potenza dell’impianto e all’altezza a cui va posizionato il comignolo. La normativa distingue anche tra impianti a combustibile solido, liquido o gassoso. È importante non trascurare di consultare il regolamento edilizio locale per accertarsi che non esistano vincoli comunali da rispettare.

Oltre alle norme nazionali e locali relative a tiraggio, dimensione e altezza bisogna rispettare anche requisiti più specifici. Come la distanza necessaria rispetto alle proprietà vicine. Se una norma comunale non specifica autonomamente la distanza bisognerà attenersi ai 3 metri previsti dall’articolo 890 del codice civile.

Quanto alla distanza dai balconi degli altri condomini il limite è di 75 cm, posto che la canna fumaria non incida significativamente sulla visuale altrui. La canna fumaria inoltre non deve alterare l’aspetto esteriore dell’edificio né compromettere la sicurezza dello stabile, dei suoi abitanti e di terzi.